Il Giardino del Biviere

Località: Lentini(SR)
Estensione: 2 ettari

Il Giardino del Biviere occupa una vasta depressione tra la piana di Catania e le falde settentrionali dei monti Iblei, a ovest del mar Ionio, in provincia di Siracusa.

Secondo la leggenda, quello che oggi viene definito il giardino del mito, altro non era che un lago famoso, il lago di Ercole, il quale al suo arrivo in questi luoghi, di ritorno dalla Grecia, trovò la Dea Demetra che cercava l’acqua per le sue messi. Ercole buttò a terra la pelle del leone Nemeo da lui sconfitto e l’acqua zampillò formando un lago grandissimo di 1200 ettari che da lui prese il nome: lacus erculeus.

In epoca storica, gli arabi cambiarono il nome del lago in Veverè, ovvero abbeveratoio di greggi e vivaio di pesci perché era molto pescoso, successivamente diventò il lago del Biviere, come viene chiamato ancora oggi

L'archivio di Stato di Palermo conserva il documento originale dell'editto di re Martino che, nel 1392, concedette in feudo ‘Il Biviere di Lentini' a un antenato per parte paterna di Giangiacomo Borghese, Don Scipione Borghese.

La famiglia Borghese, di origine senese e poi romana, annovera fra i suoi discendenti diversi cardinali e un Papa, Paolo V, il cui nome è scritto in grande nel timpano della basilica di San Pietro

Sull'antico porto, chiuso da grandi massi tagliati dall'uomo, si affaccia la casa principale, una semplice costruzione di campagna, costruita prima del XVII secolo, che, con la locanda e la cappella, forma il complesso delle case del Biviere. L'edificio fu senza dubbio costruito prima del 1693, anno in cui il terremoto che colpì la Sicilia orientale danneggiò la facciata. Edificato su due piani, con la struttura a L, è arricchito da un bel portale e da una serie di finestre di pietra chiara che si aprono su un'area pavimentata in cotto, ornata da quattro lussureggianti piante di pompelmo. Addossati alle pareti, si possono ammirare cinque diversi esemplari di Cereus, pianta grassa proveniente dall'America centro-meridionale, e una maestosa Euphorbia canariensis. Sul retro della casa principale è collocata la locanda, così chiamata per aver ospitato numerosi cacciatori ai tempi in cui il lago era ricco di fauna. Infine, in posizione obliqua rispetto alla facciata della dimora padronale, sorge la cappella, fatta edificare dagli antichi proprietari della tenuta, i Lanza Branciforti - come si evince dallo stemma scolpito sul portale di pietra - e dedicata a sant'Andrea, protettore dei pescatori

Citato dal Verga nella novella “La Roba”, il lago venne prosciugato negli anni Trenta del Novecento, per sconfiggere il flagello della malaria

Nel 1968, la villa in contrada Case Biviere di Lentini diviene la dimora di Maria Carla Borghese. La Principessa si trasferisce con il marito e i quattro figli da Roma a Palermo e da qui, nelle sue proprietà di Lentini con lo scopo di realizzare un’azienda agricola per la coltivazione degli agrumi e del grano duro.

Quello che un tempo era un luogo desolato, contornato solo da pietre e polvere, è diventato oggi grazie all’amore, alla passione per le piante e alla personalità della proprietaria, un giardino mediterraneo unico e particolare, oggi appartenente al circuito di Grandi Giardini Italiani

Mirabile esempio di giardino mediterraneo-esotico, il giardino si estende per circa 3 ettari, su tre diversi livelli.

L'antico porto rivolto a mezzogiorno, chiuso da grossi massi scolpiti dalla mano dell'uomo, è divenuto un verde e ridente invito alla facciata principale della ‘Casa del Biviere'. Sui moli, restaurati con particolare attenzione e garbo, una straordinaria collezione di succulente pare quasi formare una passerella di verzura.

Inserita su quelli che un tempo erano i moli dell’antico porto, la collezione di succulente realizzata dai proprietari, conta una ricca scelta di di aloe Aloe marlothii, A. ferox, A. saponaria, A. striata, A. commixta, agavi (Agave ferox, A. salmiana, A. striata, Sedum, euforbie e molte Crassualcee, provenienti da varie zone del mondo che si sono ben ambientate in Sicilia. Alcuni esemplari di Yucca elephantipes sono stati poi piantati nello spazio interno ai moli, un tempo occupato dalle acque, oggi circondati da un semplice prato.
Nel giardino crescono inoltre moltissime specie, mediterranee ed esotiche, tra cui oleandri (Nerium olenader), palme (Phoenix spp.), carrubi (Ceratonia siliqua), cipressi (Cupressus sempervirens), pini ormai monumentali, gelsomini, Strelizia reginae, un raro esemplare di Xanthorrea arborea ed uno di Encefaloartus horridus, specie creduta fossile e ritrovata poi viva in Tanzania, betulle del Marocco e falso pepe (Schinus molle). Molte le rose, tra cui una magnifica Rosa x fortuniana, dalla ricchissima fioritura bianca in maggio. Grazie alla vegetazione palustre che cresce intorno al nuovo lago, il Biviere rappresenta un’oasi importante per la sosta e nidificazione di molti uccelli.

Il visitatore s'immerge in spazi in cui l'armonia ha i colori dell'arancio, il profumo del gelsomino e l'estro consapevole di chi, per secoli, ha amato questa terra. Convivono palme lussureggianti, azzurre Jacaranda, Parkinsonia dalla fioritura solare, rose antiche che abbracciano esemplari di Yucca, una palma dattilifera africana, aloe, la chorisia che proviene dall’Argentina, delle maestose palme Washingtonia. Un esemplare inusuale di Xanthorrea arborea sdraiata fronteggia la cappella di Sant'Andrea.

Oggi meta di visitatori da tutto il mondo, la villa in contrada Case Biviere di Lentini annovera fra i visitatori, reali quali the queen mother, il principe di Galles Carlo d’Inghilterra, nel 1990; i principi del Lussemburgo, A.R. Claudia Savoia Aosta e il re e la regina del Belgio, uomini di cultura come Leonardo Sciascia, Turi Vasile e Cesare Brandi.