Villa Cerami

Località:Catania(CT)
Estensione: 

Villa Cerami si trova nella "collina di Montevergine", cuore del centro storico di Catania. Con il suo scalone monumentale e il portale settecentesco del Vaccarini, si affaccia sulla via dei Crociferi, ricchissimo esempio di architettura barocca.

Villa Cerami fu la residenza della famiglia Rosso di Cerami. Costruita alcuni anni dopo il terremoto che colpì la città etnea nel 1693, la villa fu acquistata da Domenico Rosso, III principe di Cerami, nella prima metà del Settecento.

Nel corso della propria residenza, la famiglia Cerami la abbellì con decorazioni barocche e mobilio prezioso. Nel 1881 la villa ebbe anche degli ospiti d’eccezione, il re Umberto e la regina Margherita, in onore dei quali fu tenuto un ricevimento con ballo.

Con la parziale destinazione della residenza a succursale dell’Istituto Magistrale “G. Turrisi Colonna”, prima, e con la perdita di alcune opere d’arte, poi, il Novecento ha rappresentato un periodo di decadenza per Villa Cerami.

Grazie però al suo acquisto nel 1957 da parte dell’Università di Catania, la villa è ritornata al suo antico splendore. I colori degli affreschi furono ravvivati e le sale, così come tappeti, specchiere, divani e tavoli, restaurati.

Il portale d’ingresso di villa Cerami, sede della facoltà di Giurisprudenza, conduce a un ampio cortile e a uno scalone monumentale. Il cortile, diventato luogo di incontro e di studio dei giovani studenti, è arricchito da una fontana bronzea realizzata da Emilio Greco, raffigurante la Grande Bagnante.

Ciò che possiamo ammirare oggi di Villa Cerami è il frutto di secolari rimaneggiamenti e aggiunte; su come queste siano avvenute, esistono ancora pareri discordanti. Secondo le inedite “Memorie” di Giovanni Rosso Cerami, quando l’area fu acquistata nel 1724 da Domenico Rosso, III Principe di Cerami, con i soldi di sua madre, esistevano già la “casa grande”, l’androne, il baglio – l’odierno cortile con l’inconfondibile palma – la scuderia – oggi trasformata nella cosiddetta “aula giardino” – e la scala lapidea.

Sempre secondo le misteriose “Memorie”, il “porticato d’ingresso”, cioè l’androne, “artisticamente barocco”, sarebbe stato opera nientemeno che di Giovanni Battista Vaccarini il quale, però, giunse a Catania solo nel 1729. Come si spiega? È lecito supporre che Vaccarini avesse solo ripreso e abbellito il portone originario sul quale compare lo stemma dei Cerami; non è da escludere, inoltre, che anche la scala lapidea sia stata modificata dal Vaccarini, così da renderla lo scalone monumentale che oggi possiamo ammirare.

Altre modifiche e aggiunte furono fatte nella seconda metà dell’Ottocento dall’ ingegnere Carlo Sada; gran parte di queste, però, vennero eliminate durante i restauri eseguiti quando la villa passò all’ Università.

Villa Cerami venne acquistata dall’ Università di Catania nel 1957. Promotore dell’acquisto fu l’allora rettore Cesare Sanfilippo. Subito dopo Stefano Bottari e Vito Librando – due tra i più insigni professori che l’ateneo ha avuto la fortuna di ospitare – redassero un progetto di restauro che ricostituisse l’antico splendore sia dei giardini che della villa; furono operate alcune modifiche all’ interno dell’edificio e al suo prospetto; il salone delle feste venne destinato ad aula magna della Facoltà di Giurisprudenza.