Riserva naturale integrale Grotta Conza

La Riserva nasce nel 1995 e affidata in gestione al C.A.I. Sicilia.

Nel 1995 viene formalmente istituita la Riserva e affidata in gestione al C.A.I. Sicilia.

Alla Riserva si accede tramite via Luoghicelli, una traversa di viale della Regione Siciliana, nel tratto in cui diventa la bretella lato monte dell’autostrada Pa-TP a Tommaso Natale, quartiere di Palermo.

Via Luoghicelli si imbocca svoltando in direzione Trapani a circa 150 mt. dal sottopassaggio che attraversa l’autostrada nei pressi di via Socrate. Dopo circa 400 mt. in salita si raggiunge un pianoro da cui un comodo sentiero permette di raggiungere la grotta.

L’area di massima protezione è visitabile tutto l’anno lungo un percorso che, se pur di facile progressione, non è consigliabile ai portatori di handicap. Per effettuare la visita si consiglia l’utilizzo di adeguate calzature con suola incisa, il normale abbigliamento da media montagna e in periodo estivo un berretto e una borraccia con acqua. E’ obbligatoria l’autorizzazione dell’Ente gestore, il rilascio di apposita liberatoria e per i minori l’autorizzazione degli esercenti la patria potestà. L’autorizzazione va richiesta con almenu una settimana di anticipo, telefonando negli uffici della Riserva (http://www.caisicilia.it/riserve/riserva-naturale-grotta-conza/). La visita si può effettuare per gruppi composti da un minimo di 5 ad un massimo di 20 escursionisti, e la sua durata è di circa 1 ora.

Sulle pendici della dorsale che circonda il Golfo di Sferracavallo fino alla borgata di Tommaso Natale ed in particolare nella fascia costiera attorno al Vallone della Cala, erano visibili nel passato diverse grotte, antri e ripari sotto roccia di notevole importanza geo-morfologica e contenenti testimonianze di una lunga frequentazione umana dal paleolitico superiore in poi.

Nei primi del ‘900 tutta l’area, in cui è compresa la Grotta Conza, è stata oggetto di interesse da parte di studiosi e appassionati di diverse discipline, che vi hanno effettuato esplorazioni, ricerche geologiche, archeologiche e paleontologiche.

Ogni grotta rappresenta un ambiente naturale unico per il modo in cui, di volta in volta, si instaura e si sviluppa il fenomeno carsico, cioè quell’insieme di fenomeni chimico-fisici di erosione che l’acqua esercita su alcuni tipi di rocce, dando luogo a caratteristiche forme del paesaggio superficiale e del sottosuolo. La Grotta Conza è stata riconosciuta di notevole importanza ed istituita Riserva Naturale Integrale.

L’area è caratterizzata dalla foresta mediterranea sempreverde con dominanza di carrubo, olivastro, palma nana e altre specie arbustive.

Le antiche cronache ci riportano che in epoca remota tutte le montagne circostanti erano ricoperte da lussureggianti boschi nei quali era possibile incontrare cervi e cinghiali. Oggi sono caratterizzate dalla presenza della gariga e della prateria steppica. La specie più rappresentative è “l’Ampelodesmos tenax” (in siciliano “ddisa”), sviluppatasi in seguito al passato sfruttamento agro-silvo-pastorale, con il progressivo taglio dei boschi ed il massiccio allevamento di ovini. Con l’abbandono dell’agricoltura si sta assistendo ad un progressivo ritorno della macchia, con la presenza di euforbia arborescente, del pomo di Sodoma, dello straccia brache, della mandragola e dell’asparago. La vegetazione rupestre, che spontaneamente cresce in nicchie ed anfratti protetti, sulle pareti, nei tratti e balze di raccordo tra il pianoro sommitale che sovrasta la grotta, è caratterizzata dalla presenza del cappero, del ficodindia, del timo, del garofano di montagna, del cavolo selvatico e diverse altre specie.