La Macchia mediterranea

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La macchia mediterranea e’ uno dei principali ecosistemi mediterranei, e comprende vegetali sia di tipo arbustivo sia di altro tipo. Le piante tipiche sono quelle appartenenti alla specie sclerofille, che non superano i 4 metri e hanno foglie persistenti poco ampie, coriacee e lucide.

Possiamo distinguere due “macchie”, quella alta e quella bassa. La prima comprende piante dal portamento quasi arboreo, con chiome che raggiungono i 4 metri d’altezza come il leccio oppure l’Ilatro, e anche altre più piccole come il corbezzolo, il Ginepro rosso, il lentisco, l’Alloro, l’Olivo selvatico.

Nella macchia bassa, sempre mediterranea, troviamo specie dal portamento arbustivo e chiome che raggiungono al massimo i 2-3 metri d’altezza. Qualche esempio: l’euforbia arborea, le ginestre, i cisti, il rosmarino, l’Erica, il Mirto, il Cappero, la Palma nana, il Caprifoglio mediterraneo, l’ Oleandro, il Pungitopo.

Quando la macchia mediterranea si sviluppa sui declivi difende il suolo dalla erosione da parte degli agenti atmosferici, assicurando un’efficace regolamentazione idrogeologica.
La macchia tipica delle zone mediterranee con le sue piante tipiche, fornisce nutrimento e riparo a insetti, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi. 
La Macchia Mediterranea rappresenta un’importante riserva mondiale di biodiversità in quanto a fronte della modesta incidenza territoriale, appena il 2%, accoglie più del 20% delle specie vegetali e animali ad oggi conosciute.
Attualmente nel Bacino del Mediterraneo, a causa della notevole pressione antropica, della diminuzione della fauna, della progressiva desertificazione e dei ricorrenti e devastanti incendi, l’integrità della Macchia Mediterranea è esposta a minacce oggettive e consistenti come anche la sua estensione.
La tutela è dettata dalla necessità di attuare una selvicoltura di prevenzione per limitare e regolamentare lo sfruttamento antropico, contrastare gli incendi, prevalentemente dolosi, ed altri abusi. Il progetto, altresì, persegue strategie finalizzate alla mitigazione dei cambiamenti climatici (siccità e desertificazione, in particolar modo) e al potenziamento della suddetta cenosi vegetale in un’ottica anche di cattura della CO2 .
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La Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea è un “Patto d’Onore” affinché vengano valorizzate le specificità territoriali e paesaggistiche oltre che un invito all’unione di intenti tra le diverse Amministrazioni Locali
Il progetto, nato in Sicilia, si prefigge di fare rete tra i comuni che diventano “Custodi” della Macchia Mediterranea, impegnandosi ad elaborare programmi di tutela del ricco patrimonio naturalistico presente, soprattutto, sul territorio regionale (“hotspot” o punti caldi di biodiversità).
I Comuni siciliani che hanno al momento aderito alla Carta sono quelli di Caltagirone, Palermo, Messina, Noto, Niscemi, S.Teresa Riva, Floresta, Gela, Licodia Eubea, Palazzolo Acreide, Montelepre, Castelbuono, Caltanissetta, Gela, Castel di Judica. Altri 40 hanno aderito successivamente assieme al Parco dei Nebrodi e a varie Riserve e Associazioni (INU, Federtrek, MdF, ...).
Si aggiungono ad oggi Taormina e Sant’Alessio Siculo.
Fuori dalla Sicilia ha aderito anche il Parco Naturale di Portofino.
Le amministrazioni che sottoscrivono la “CARTA dei COMUNI CUSTODI della MACCHIA MEDITERRANEA", consapevoli dell'importanza della Macchia Mediterranea per l'ecosistema e la qualità della vita, si impegnano a promuoverne la conoscenza, la conservazione e la tutela nei territori da loro amministrati.

Un sentito ringraziamento per la collaborazione a: