Villa Landolina

Località:Siracusa(SR)
Estensione: 

La Villa Landolina è una dimora storica della fine del XIX sec., un tempo proprietà della famiglia Landolina, il cui rappresentante più illustre fu Saverio Landolina. Era costituita da una piccola villa (oggi sede della biblioteca di Siracusa), circondata da un grande parco, di cui il Museo Regionale Archeologico Paolo Orsi, occupa il centro.

Il parco, dichiarato di interesse pubblico ai sensi della legge 1497/39, ospita piante secolari ad alto fusto, con un ricco sottobosco, e documenta il gusto romantico dell’epoca, che, ispirandosi ai giardini arabi, aveva la caratteristica di assemblare piante di moltissime specie, accostando alle mediterranee quelle esotiche. Il recente restauro ha recuperato molte delle preziose essenze vegetali che l’avevano arricchito fin dalla sistemazione originaria.

Nel 1921 la Regione espropria la proprietà di tutta l’area della villa Landolina, 11 mila metri quadri, e la parte del giardino storico non verrà mai modificata ma implementata con altre fioriture.

La parte della botanica del giardino è caratterizzata da ulivi secolari e cipressi. Landolina ,che era regio sovrintendente delle antichità della Sicilia orientale , si ispirò molto alle essenze arboree e arbustive che evocavano il tema della morte.

L’exploit del parco è senza dubbio la Fontana ornamentale e le facciate della villa adorne di maioliche di Caltagirone e mattonelle colorate intarsiate tipiche dell’ottocento siciliano.

L’asse principale che portava all’antica villa Landolina incuriosisce per la fontana ornamentale all’interno di un giardino di diletto, tipico di una casa di villeggiatura, adornato con aiuole simmetriche in cui vennero impiantate le specie floreali pù importanti dell’epoca.

All’interno del parco si aprono gli accessi di alcuni ipogei pagani e cristiani, e sono stati rinvenuti lembi di una necropoli di età greca arcaica e tratti di viabilità antica.

In un angolo del parco, la liberalità della famiglia Landolina permise la realizzazione del “cimitero degli acattolici”, un piccolo complesso di tombe in cui furono sepolti, nel corso dell’Ottocento, stranieri di fede non cattolica morti nella città; è un suggestivo e malincolinico “percorso della memoria”, la cui tappa più significativa è la tomba del poeta tedesco August von Platen.