Vulcani

La vulcanica Sicilia

Oltre ad essere la culla della biodiversità rappresentativa del bacino del Mar Mediterraneo, la Sicilia è anche la regione con la maggiore attività vulcanica d’Italia e d’Europa. Sia l’isola maggiore che le diverse isole minori sono interessate da un’intensa attività vulcanica che nel corso dei secoli ha contribuito a costruire e modificare la geomorfologia del territorio.
Gli edifici vulcanici emersi più importanti e che hanno un’attività maggiore sono Etna, Stromboli e Vulcano mentre tra quelli sottomarini sono da annoverare Marsili e Magnaghi, entrambi appartenenti all’arco Eoliano.

Il gigante di Sicilia: l'Etna

L’Etna è il vulcano più grande ed alto della placca euroasiatica: sorge nel territorio provinciale di Catania, si erge per 3326 m sul livello del mare, possiede un perimetro di circa 250 km ed occupa una superficie di circa 1500 km2 .Viene definito uno “strato-vulcano”, ovvero un vulcano formato da diversi strati di lava solidificata ed altri materiali derivanti dalle eruzioni, che presenta versanti piuttosto ripidi ed altezza elevata.
La complessa struttura dell’edificio vulcanico è il risultato di una lunga storia iniziata circa 600 mila anni fa e caratterizzata da fasi di accrescimento, intercalate a fasi di distruzione dei rilievi precedentemente costruiti.
L’Etna presenta un’attività persistente ai crateri sommitali, alimentati da un condotto costantemente aperto alla superficie: questo implica l’esistenza di un sistema di accumulo in continuo stato di convezione. L’attività ai crateri può variare in base al rapporto magma/volatili, questi ultimi se presenti in quantità maggiore danno vita ad eruzioni di tipo esplosivo. Inoltre l’attività vulcanica dell’Etna è caratterizzata spesso da eruzioni laterali che avvengono quando il vulcano, sotto la spinta deformativa del materiale magmatico in risalita, si frattura lungo i fianchi nelle zone di rift (zone di debolezza).
L’Etna si trova all’interno dell’omonimo Parco, istituito nel 1987, e divenuto patrimonio UNESCO nel 2013 e che grazie al suo immenso patrimonio naturale e paesaggistico, ed alle diverse attività che offre (sentieri escursionistici per i più esperti e non, piste da sci durante la stagione invernale e tanto altro), ogni anno attira migliaia di turisti che amano passare le proprie vacanze a stretto contatto con la natura.
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L’immortale Iddu: lo Stromboli

L’isola di Stromboli è il più recente centro vulcanico emerso delle isole Eolie. Sull’isola è presente il vulcano omonimo, lo Stromboli (“Iddu” per i locali), che si erge per 926 m sul livello del mare ed è uno degli strato-vulcani più notoriamente attivi sulla Terra, infatti il suo record di attività vulcanica si estende per circa 2500-5000 anni.
Lo Stromboli è uno stratovulcano, ed anch’esso come l’Etna è il risultato di tantissimi eventi vulcanici costruttivi e distruttivi che sono in atto da migliaia di anni. Proprio dal vulcano Stromboli prendono il nome le cosiddette “eruzioni stromboliane”: sono esplosioni di media intensità, breve durata e che producono lanci di lapilli scoriacei e bombe ed inoltre sono note per la loro spettacolarità. L’attività effusiva stromboliana è persistente e le sue esplosioni presentano una certa ritmicità.
Poco distante dall’isola di Stromboli, in direzione nord-est, vi è Strombolicchio: un “neck vulcanico” (formazione prodotta dal magma solidificato all’interno di un camino vulcanico il cui cono si è completamente eroso nel corso del tempo) risalente a circa 200 mila anni fa e che rappresenta il più antico evento legato all’attività vulcanica dell’area di Stromboli.
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La dimora del Dio del fuoco: Vulcano

L’isola di Vulcano è un’altra isola facente parte dell’arcipelago delle Eolie. L’attuale conformazione dell’isola è da ricollegare a quattro diversi eventi vulcanici ai quali corrispondono quattro principali centri di attività. (1) Il centro più antico è quello del Vulcano del Piano, detto anche Primordiale. A seguito del crollo della parte superiore del vulcano, si è formata la Caldera del Piano risalente a circa 100 mila anni fa. (2) Dopo svariati secoli di stasi dell’attività vulcanica, circa 20 mila anni fa si costituisce un nuovo edificio vulcanico nella porzione nord-occidentale dell’area che rappresenta
l’unità del Lentia. (3) L’edificio del Lentia collassa e si viene a formare il Cratere della Fossa (circa 14 mila anni fa) che è attualmente l’edificio in attività. (4) Più recente invece è il centro eruttivo di Vulcanello (affiorato in seguito ad un’eruzione del 183 a.C.) la cui ultima eruzione risale al XVI secolo e che è attualmente collegato al resto dell’isola tramite un istmo sabbioso.
Le forti eruzioni avvenute tra il 1888 ed il 1890 sono state descritte come eruzioni vulcaniane, prendendo appunto il nome dal vulcano dell’omonima isola (termine ormai comunemente per indicare eventi vulcanici simili). Le eruzioni di tipo  vulcaniano sono caratterizzate da esplosioni discrete e ritmiche con produzione di colonne eruttive di circa 10 km di altezza e dalla durata di pochi secondi/minuti.
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Un sentito ringraziamento per la collaborazione a:

Un viaggio sostenibile e solidale attraverso la storia e la natura della Sicilia

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