Produzione Agricola

Il lavoro del contadino di oggi, o dell’imprenditore agricolo, non è solo quello di coltivare per produrre, ma quello di coltivare nel rispetto della natura/terra, Aumentare la fertilità (ormai perduta) del suolo e custodire l’Agrosistema, gestendolo al limite di un Ecosistema, naturale, dove è la stessa natura a dettare il ritmo e non l’uomo.
 
La Sicilia è la regione con il maggior numero di aziende certificare “bio” in Italia: sono 9.444. Al secondo posto la Calabria con 7.978, terza la Puglia con 6.873. La provincia col maggior numero di imprese “bio” è però Bari con 2.764 unità, mentre è solo sesta Palermo, la prima in Sicilia, con 1.609 aziende.
Certificazione biologica
L’agricoltura biologica sfrutta la naturale fertilità del suolo con lo scopo di rispettarla e favorirla
ricorrendo a interventi limitati. Questa particolare tipologia di agricoltura, ha lo scopo di
promuovere la biodiversità ed escludere l’utilizzo di prodotti di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere) e di organismi geneticamente modificati (OGM).
L’agricoltura biologica è disciplinata a livello comunitario dal Regolamento CE 834/2007 e dai
successivi regolamenti di applicazione relativi alla produzione biologica e all’etichettatura per le
seguenti categorie di prodotti:
• Prodotti agricoli vivi o non trasformati;
• Prodotti agricoli trasformati destinati a essere usati come alimenti;
• Mangimi;
• Materiale da propagazione vegetativa e sementi per la coltivazione.
La certificazione “Bio” è un attestato che garantisce il rispetto di rigidi requisiti atti a evitare o ridurre la “contaminazione” da parte dell’uomo. L’organismo di certificazione di prodotto è responsabile per  la verifica della conformità del prodotto ai requisiti fissati per la certificazione, alle norme tecniche volontarie o ad altri riferimenti normativi.

Agricoltura Biodinamica

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L’agricoltura biodinamica è un metodo di coltivazione fondato sulla visione antroposofica del mondo di Rudolf Steiner, filosofo tedesco dei primi del ‘900. Un metodo olistico che porta a considerare il sistema agricolo come un organismo vivente interconnesso con l’ambiente circostante e con l’universo intero attraverso relazioni viventi.

Sempre più aziende bio si convertono al biodinamico, che ne è l’evoluzione. Rispetto al biologico, il biodinamico è un completamento, un valore aggiunto fondamentale per i mercati

La prima coop biodinamica d’Italia è nata in Sicilia nel 1972: la Salamita di Barcellona Pozzo di Gotto, che associa 76 aziende a marchio Demeter International e altre 34 biologiche si stanno convertendo. Da allora tante aziende hanno fatto questa scelta. Passare dalla monocoltura a più colture, seguire i lenti ritmi della natura, usare antiche sementi e tecniche di concimazione e lotta ai parassiti offre enormi vantaggi di mercato.

All’Associazione dell’agricoltura Biodinamica sono iscritte a marchio Demeter Italia altre 21 aziende per 806 ettari e 3 sono in conversione per 272 ettari. Sono attività che usufruiscono di 5 aziende di trasformazione e di 9 aziende di distribuzione. Questi prodotti sono molto richiesti e venduti nel Nord Italia e nel Nord Europa, come Germania, Svezia e Norvegia. 

La coltivazione di antiche colture, le secolari tecniche di irrigazione e di cura dei suoli, sono sintetizzati  nell’antico giardino a Pantelleria e nel Giardino della Kolymbetra nella Valle dei Templi di Agrigento, gestiti dal Fai. Il property manager della Kolymbetra, da varietà di agrumi del ‘600 ottiene prodotti freschi che spedisce ai visitatori e sette tipi di marmellate grazie ad antichi metodi rispettosi del paesaggio. 

I tanti terreni coltivati dal Fai in Italia verranno presto convertiti ai principi steineriani della biodinamica

Permacoltura

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La permacoltura è un modo per progettare sistemi umani sostenibili che si basa su tre principi: la cura delle persone, la cura della Terra e la condivisione delle risorse. Partendo dall’osservazione che in natura tutti i processi avvengono con la massima efficienza, si cerca di riprodurli o prendere spunto da essi per progettare il proprio sistema che può essere un orto, una casa, un evento o qualsiasi altra cosa. Un sistema ben progettato in permacultura darà il massimo risultato con il minimo impiego di energia e risorse.

Permacultura Sicilia é una rete regionale mossa dalla volontà di agire responsabilmente rispettando e curando la terra, ogni essere umano e cercando di condividere equamente le risorse. La Rete Permacultura Sicilia é fatta di persone che attivamente collaborano alla costruzione di una Sicilia resiliente e prospera rispettando le etiche ed i principi della permacultura.

Produzione Piante Tropicali

 
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La Sicilia – insieme alla California e all’Australia del sud – è considerata una delle regioni con più esotismi al mondo!
In diverse aree dal clima mite, tra cui la Sicilia, è possibile coltivare frutti tropicali. Sono notevoli le potenzialità di insediamento e sviluppo di questi fruttiferi, tra cui Mango e Litchi, che hanno dato buona prova di sé in alcune aree lungo le fasce costiere della provincia di Messina, Catania e Ragusa. 
Ottimi risultati con avocado, mango, macadamia, casimiròa, Black Sapote, litchi e anona
Non è ovviamente pensabile coltivare qualsiasi pianta, a meno che non lo si faccia, per alcune di esse, in ambiente protetto. Ciò accade, per esempio, per specie tropicali in senso stretto come il cacao, il mangosteen, la noce di cocco. Queste piante non sopportano temperature inferiori a 10°C, per cui quasi certamente non supererebbero il primo inverno rimanendo all’aperto.

Presidi Slow Food

I 250 Presìdi italiani sono il risultato di un lavoro di dieci anni che ha affermato con forza valori fondamentali: la tutela della biodiversità, dei saperi produttivi tradizionali e dei territori, che oggi si uniscono all’impegno a stimolare nei produttori l’adozione di pratiche produttive sostenibili, pulite, e a sviluppare anche un approccio etico (giusto) al mercato.

I Presìdi Slow Food:

hanno contribuito a salvare numerose razze animali, specie vegetali, formaggi, pani e salumi che rischiavano l’estinzione;
hanno aiutato centinaia di produttori affinché potessero proseguire la propria attività, favorendo il contatto tra consumatori interessati alla qualità e disponibili a pagare un prezzo equo e remunerativo;
hanno materialmente contribuito a dimostrare che un’altra agricoltura e un’altra produzione alimentare sono possibili;
sono un punto di riferimento per molti piccoli produttori e per molte comunità del cibo di tutto il mondo (anche al di fuori del “circuito Slow Food”)
sono un modello anche per altri piccoli produttori con i quali oggi Slow Food lavora e collabora per impostare progetti legati non più solo all’eccellenza qualitativa, ma anche alla produzione per il consumo quotidiano;
sono un bacino molto importante di saperi e esperienze, che i Presìdi mettono a disposizione di altri produttori tramite scambi e collaborazioni, costituendo pertanto alcuni dei nodi fondamentali della grande rete Slow Food.
Il Presidio Slow Food Sicilia ha riunito i produttori (tutti molto piccoli) sulla base di un disciplinare di produzione comune e di un marchio che garantisca provenienza e qualità del prodotto.

Libera Terra

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Libera Terra nasce con l'obiettivo di valorizzare territori stupendi ma difficili, partendo dal recupero sociale e produttivo dei beni liberati dalle mafie per ottenere prodotti di alta qualità attraverso metodi rispettosi dell'ambiente e della dignità della persona. Inoltre, svolge un ruolo attivo sul territorio, coinvolgendo altri produttori che condividono gli stessi principi e promuovendo la coltivazione biologica dei terreni.
La mission del progetto Libera Terra è dare dignità ai territori caratterizzati da una forte presenza mafiosa, attraverso la creazione di aziende cooperative autonome, autosufficienti, durature, in grado di dare lavoro, creare indotto positivo e proporre un sistema economico virtuoso, basato sulla legalità, sulla giustizia sociale e sul mercato.

Un sentito ringraziamento per la collaborazione a: