Il Giardino Ibleo

Località:Ragusa-Ibla(RG)
Estensione: 15.800 mq

Il Giardino Ibleo si trova ad un'altitudine di 383 m s. l. m. e si estende nella parte più bassa di Ibla, da dove si affaccia sulla valle del fiume Irminio.

Presenta una forma piuttosto regolare, costituita da una grande L alla quale si aggiunge lo spazio rettangolare del Parco della Rimembranza e occupa in totale una superficie di 15.800 mq, con un perimetro di circa 600 m.

La bella villa di Ragusa Ibla si caratterizza per l'interessante coesistenza di un patrimonio botanico di un certo rilievo scientifico e di notevoli emergenze architettoniche quali alcune chiese monumentali, un museo e resti di mura e pavimentazioni antecedenti al terremoto del 1693.

Fino ai primi dell'800, come risulta da una pianta di S. Puglisi del 1837, l'area della villa era un recinto inedificato in cui si riconoscono i resti dei pilastri della cattedrale di San Giorgio, crollata in seguito al terremoto del 1693, la chiesa e il convento di San Domenico e il convento dei Cappuccini.

Il primo impianto del giardino risale al 1858 grazie all'iniziativa privata di tre facoltosi cittadini iblei: Carmelo Arezzo di Trifiletti, Emanuele La Rocca Impillizzeri di San Filippo e Giuseppe Maggiore marchese di Santa Barbara, come testimonia una lapide situata sul muro perimetrale esterno del convento dei Cappuccini; esso si sviluppava intorno al Viale delle Colonnine così denominato da una serie di colonnine tortili che reggono vasi di terracotta decorati.Inizialmente il giardino era privo di ogni chiusura; la recinzione fu deliberata solo nel Giugno del 1907, affidando il progetto al geometra Giuseppe Pinelli (CULTRERA, 1997; ZAGO, 1986).

In tale occasione l'ingresso della villa, che si trovava in direzione del Viale delle Colonnine, fu spostato nell'attuale posizione.Il viale principale, chiamato Viale delle Palme per il doppio filare di Phoenix canariensis che lo affianca, prese il posto di una strada carrabile, Via Giarratana, che, parallela al Viale delle Colonnine, risaliva alla città lambendo le rovine del portale e della chiesa di San Giorgio.

Nel giardino si possono distinguere approssimativamente tre parti corrispondenti alle diverse fasi della sua realizzazione.

La prima, dall'ingresso principale alla chiesa dei Cappuccini, costituisce il nucleo originario del giardino ed è certamente la più pregevole sia nella componente architettonica che in quella vegetale, oltre ad essere la più omogenea dal punto di vista floristico per la presenza di esemplari appartenenti tutti alla flora mediterranea, come Laurus nobilis, Cercis siliquastrum, Nerium oleander, o, comunque, di uguale valenza ecologica, quali Bouganvillea spectabilis e B. glabra, Ligustrum japonicum, Lantana camara, Pittosporum tobira, ecc. Caratterizzano quest'area il maestoso esemplare di Ulmus minor all'ingresso, il lungo Viale delle Palme, fiancheggiato da 50 esemplari di Phoenix canariensis, il Viale delle Colonnine, con diversi annosi individui di Cercis siliquastrum.

Dalla chiesa dei Cappuccini ci si inoltra nella seconda parte del giardino, realizzata in stile più rigorosamente formale, secondo un gusto tipico degli inizi del Novecento, con aiuole di forma geometrica disposte intorno ad una vasca circolare. Un elemento di raccordo è rappresentato dalla collinetta, tipica componente del giardino tardo-romantico, con una piccola rotonda a cui si accede da due tortuose scalette in pietra delimitate da arbusti di Medicago arborea, altra essenza mediterranea.

La terza e più recente parte è costituita dalla zona informale della pineta, il cosiddetto Boschetto della Rimembranza, presenti numerosi Pinus pinea, disposti in modo irregolare, alcuni Ligustrum japonicum ed Eucalyptus camaldulensis.

Nel suo complesso, quindi, il Giardino Ibleo si presenta per la maggior parte realizzato in stile formale con la sola eccezione della pineta. La flora è costituita essenzialmente da Fanerofite; le specie esotiche sono presenti in percentuale leggermente maggiore rispetto alle autoctone mediterranee, tutte però ecologicamente compatibili con le condizioni climatiche della zona iblea.