Parco Nazionale Isola di Pantelleria

Il Parco Nazionale Isola di Pantelleria è, in ordine cronologico, l'ultimo parco nazionale italiano ad essere stato istituito, e il primo in Sicilia.

L'isola di Pantelleria si sviluppa su una superficie di 8.453 ettari
Il Parco Nazionale Isola di Pantelleria, che occupa l'80% dell'isola, è stato istituito con decreto del Presidente della Repubblica del 28 luglio 2016 ed è, in ordine cronologico, l'ultimo parco nazionale italiano ad essere stato istituito, e il primo in Sicilia.

Il paesaggio di Pantelleria presenta un unicum speciale: esso è formato dalla fusione fra l'ambiente naturale e l'ambiente antropico, agricolo e tradizionale. Entrambi nascono e si sviluppano dal connubio fra elementi meridionali (africani) e settentrionali (europei), con la decisa dominanza dei primi.

La varietà dei paesaggi è legata alla natura vulcanica dell'isola: colate laviche, favare, laghi vulcanici e acque termali. Muretti a secco e terrazzamenti testimoniano ingegnose pratiche agricole di antica memoria, conservative di preziosa biodiversità. Nel 2014 la "Pratica agricola della Vite ad Alberello" è stata inserita nella lista UNESCO quale Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità e nel 2018 il "Paesaggio della pietra a secco di Pantelleria" è stato iscritto nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici.

La Flora Pantesca
La vegetazione di Pantelleria si presenta decisamente complessa, in confronto con le altre isole circumsiciliane. Dal livello del mare fino a 250 m di altitudine si trova la macchia bassa o gariga riferibile alla comunità del Periploco-Euphorbietum aspalathoidis; oltre si rinviene una vegetazione arbustiva-arborea con pinete a Pinus pinaster e P. halepensis, miste a Quercus ilex, che si inquadra nell'associazione Pino-Genistetum aspalathoidis, cui partecipano diverse specie fra le quali Erica spp., Rosmarinus officinalis, Cistus spp., Calycotome villosa e Genistha aspalathoides. A quote superiori ai 500 m e nelle valli si trovano boschetti puri di Q. ilex. La vegetazione climatica è rappresentata dall'Erico-Quercetum ilicis, caratterizzata dalla presenza di Q. ilex, Erica arborea e Arbutus unedo, cui si accompagnano anche Pistacia lentiscus, Phyllirea angustifolia, Daphne gnidium, ecc. L'abbondante lettiera e lo strato di humus di questi ambienti boschivi ospitano numerose specie appartenenti alla mesofauna, un indice di elevata diversità sia a livello della lettiera sia a livello dei primi 20 cm di suolo, in diverse zone del sottobosco.

Flora
Il numero totale delle specie censite al 2014 è pari a 640 specie, comprensive di 13 endemismi e 63 specie rare e rarissime per l'isola. Da un punto di vista fitosciologico, la comunità principale dell'isola è la macchia mediterranea, che si presenta con tutti gli aspetti principali, dagli stadi pionieri fino al climax, rappresentato da leccete di Quercus ilex (ballùtu), alcune delle quali centenarie. Nelle zone più elevate è dominante Pinus pinaster (pino marittimo, zappínu), considerato tra i più antichi serbatoi di biodiversità della specie.

Lungo i tratti di costa più aridi e rivolti a Sud prevale Pinus halepensis (pino d'Aleppo, déda oppure zappínu mánzu). La gran parte del territorio è occupato dalla macchia bassa, cespugliosa, dominata da generi come Erica, Pistacia, Calycotome, Cistus, Arbutus unedo (corbezzolo, mbriákuli) ecc. Nelle zone più secche o maggiormente percorse dai venti, prossime al mare, la macchia bassa lascia il posto alla gariga, con specie xerofite, adattate alla cronica mancanza d'acqua come Thymus capitatus, Rosmarinus officinalis, Thymelaea sp.

Altri elementi tipici sono la vegetazione del lago Bagno dell'Acqua, un cratere vulcanico che ospita una vegetazione erbosa e cespugliosa igrofila tipica delle zone umide salmastre, e quella delle scogliere, tipicamente alofila e xerofita. A queste si aggiungono le particolarissime comunità degli ambienti termali, dominate per lo più da microflora (cianobatteri) e da specie igrofile.

La Fauna Pantesca
Pantelleria si presenta particolarmente interessante da un punto di vista biogeografico, soprattutto quale anello di congiunzione fra l'Europa meridionale e l'Africa settentrionale (Maghreb). Per Pantelleria sono state censite 1096 specie diverse di artropodi, molte delle quali di origine africana ed alcune delle quali aventi Pantelleria come unica dimora in tutto il mondo. In particolare, per l'isola di Pantelleria sono stati rinvenuti al momento 14 endemismi:

Per quanto riguarda i rettili, si ricorda il serpente Coluber hippocrepis, specie del Mediterraneo occidentale (ibero-sardo-maghrebino) il quale, migrato dalla Tunisia in tempi lontani, si è stabilito in Sardegna e successivamente a Pantelleria. Sono state trovate diverse specie di lucertole di origine africana, fra le quali Lacerta podarcis sicula.

Per quanto riguarda l'avifauna, colpisce la varietà di uccelli presenti sull'isola: 260 specie, tra cui molte vi nidificano stabilmente e altre sono state osservate durante la stagione migratoria, in primavera e in autunno. Infatti, Pantelleria si trova sulle principali rotte migratorie ed è luogo di sosta e riposo nel viaggio tra l'Europa e l'Africa. Tra i rapaci ricordiamo l'aquila delle steppe e il falco pellegrino. Presso le acque del Lago Specchio di Venere non è raro osservare aironi cinerini e rossi, fenicotteri rosa, gru, cavalieri d'Italia e cicogne. A questa ricchezza, si aggiungono alcune specie nidificanti tra le quali due rare che, in Europa, nidificano solo sull'isola: il beccamoschino iberico e la cinciarella algerina.

Sull'isola veleggiano moltissime specie di uccelli che attraversano il Mediterraneo nei due sensi, specie anche rare, come l'enigmatico falco della Regina (Falco eleonorae), la cui nera silhouette frequenta i cieli dell'isola. Altre specie della famiglia dei Falconiformi sono presenti: il nibbio bruno, il falco pellegrino, le poiane, le albanelle. Uno spettacolo da ammirare è in primavera quando grossi stormi di questi arrivano dall'Africa, veleggiando sul mare, trasportati dalle correnti ascensionali. Non è difficile vedere nei cieli dell'isola la sagoma bianca di un capovaccaio o aquile minori come l'aquila del Bonelli e il biancone. Comunque Il Falco più caratteristico dell'Isola è "u Sicarro", il gheppio, specie stanziale che ha colonizzato tutte le rupi dell'isola. Altri uccelli rari che frequentano l'isola sono il Gruccione (Merops apiaster) chiamato localmente scilakilà, la ghiandaia marina, l'upupa (katabúbbo), il rigogolo detto ghiannúni, tutti uccelli apprezzati per il colore del loro piumaggio. Vanno annoverati fra gli abituali frequentatori dell'isola, tordi, merli, beccacce, quaglie anche se bisogna dare una giusta menzione ai trampolieri: moltissimi gli Aironi cenerini e rossi, le Nitticore, le Garzette ciuffetto, i Cavalieri d'Italia, le Avocette e le Gru. La Montagna Grande è l'unica stazione europea dove nidificano la coloratissima Cinciarella algerina e il raro Beccamoschino.

Fra i mammiferi, si cita il pipistrello Plecotus, presente soprattutto nelle grotte naturali di Gelfisér. Diffusissimo il coniglio selvatico, flagello per le coltivazioni della vite. Si ricorda inoltre il piccolo roditore Crocidura ichnusae, un piccolo topolino presente solo in Tunisia, Sardegna e Pantelleria.

Il paesaggio agricolo
L'elemento dominante e caratteristico di Pantelleria è il paesaggio agricolo, modellato da secoli di lavoro laborioso del contadino/allevatore pantesco. Gli elementi tipici sono il dammuso, i terrazzamenti e alcuni animali che hanno accompagnato il pantesco fino a pochi decenni fa, quali la capra pantesca e soprattutto l'asino (u scékku).
L'isola di Pantelleria si sviluppa su una superficie di 8.453 ettari, coperta per il 71,1% da terrazzamenti che si trovano su tutti i versanti, nelle zone più impervie, su tutti i substrati vulcanici, sia su rocce massive magmatiche che su rocce di genesi esplosiva come la pomice. Anche nelle colate laviche più recente, dove oggi non ci sono segni di antropizzazione, si riconoscono però le tracce di sistemi terrazzati del passato.

I terrazzamenti costituiscono elementi profondamente identitari del paesaggio pantesco, con le loro diverse forme si adeguano alla morfologia dei suoli e delle esposizioni, si raccordano in un insieme di grande fascino paesaggistico con i magazzini rurali e le abitazioni e conferiscono le peculiarità cromatiche alle diverse parti dell'Isola. Testimoniano il secolare impegno dell'agricoltura pantesca che ha utilizzato tecniche di coltivazione specifiche per rispondere ai limiti ambientali, alla necessità di risparmio idrico, alla protezione delle piante dai frequenti e intensi venti dominanti, allo spietramento del terreno, al regolamento del deflusso idrico dei declivi, alla protezione dagli incendi grazie all'azione tagliafuoco e alla conservazione della biodiversità in quanto elementi diversificatori e habitat per specie animali e vegetali.
Tale sapere è stato tramandato di generazione in generazione e si è adeguato alla natura della pietra e alla natura geomorfologica dell'isola. I muri variano molto nella loro altezza e ampiezza, a seconda della funzione, delle condizioni orografiche e della densità di pietra nel terreno.
Dal 10 gennaio 2018 il "Paesaggio della pietra a secco dell'Isola" entra a pieno titolo nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, in ragione della forte storicità, integrità e significatività.

La presenza dell'asino pantesco a Pantelleria risale prima dell'anno 40 d.C., data che segna la morte di Columella che nel De Rustica parla dell'allevamento di ottimi asini usati per produrre muli.
Animale di temperamento vivace, indispensabile e necessario per la vita di un tempo, lo si trovava quasi in ogni famiglia.
L'asino pantesco ha una taglia superiore rispetto agli altri asini, infatti la sua altezza dal garrese va da 1.28 m fino a 1.40 m. Gli arti, anche se sottili, sono robusti e il piede è grande e forte; l'asino pantesco muove contemporaneamente gli arti del lato destro, alternandoli con quelli del lato sinistro, per cui si parla di andatura ad ambio o bifase. Le orecchie di media grandezza sono diritte, orizzontale è la linea del dorso, il mantello generalmente è di color nero, il muso è bianco, la pancia bianca e grigia e così anche la parte interna delle cosce. Il manto può essere bigio (bbraçiu) oppure marrone chiaro (passurínu) o a chiazze di vario colore (skiakkátu).
Il puro sangue non esiste più, l'ultimo stallone fu "Arlecchino". Ritornava a Pantelleria per fecondare l'unica asina, ma per l'improvvisa rottura del cavo di sollevamento della nave, l'asino precipitò a mare e poiché impossibilitato a nuotare in quanto legato scomparve sottacqua.
Grazie all'intervento del Dott. Cavarretta, direttore del demaneo San Matteo di Erice (Trapani), del Prof. Balbo, del Prof. Rognoni e della Dott.ssa Nogara dell'Azienda Foreste Demaniali di Palermo furono esaminati 200 esemplari per la ricerca dei requisiti richiesti, lavoro questo estenuante che portò i ricercatori a trovare i primi esemplari, Farfarello di razza pantesca al 95%, Acero all'85%, Argo all'80%.
Nella struttura di Erice sono nati tre nuovi esemplari ed intanto al gruppo si aggiunge Gina, un'asina dal rarissimo mantello sorcino proveniente da Pantelleria e precisamente da Sibà, venduta dal suo proprietario all'Azienda ericina per la riproduzione. La ricostruzione della razza "du scékku" fa ben sperare.


Altro animale che ha caratterizzata la civiltà contadina è la capra pantesca, ormai quasi estinta. Probabilmente è stato il primo animale domestico introdotto nell'isola a seguito dell'uomo preistorico. Nel tempo adattandosi ha evoluto caratteristiche di eccezionale robustezza.

Tra le coltivazioni a vite, ulivo e cappero spuntano i dammusi, antiche unità abitative di pietra lavica murata a secco con bianchi tetti a cupola. Le zone archeologiche sono un museo diffuso sul territorio: insediamenti risalenti all'Età del Bronzo, un villaggio del XVI secolo a.C., megalitiche tombe uniche al mondo, un'Acropoli tardo punica e un insediamento tardo romano del V secolo d.C.

Nella macchia mediterranea incontaminata, una fitta rete di sentieri, adeguata a trekking e mountain-bike, si snoda tra pini e lecci.