Parco dei Sicani

Il Parco Naturale dei Monti Sicani,copre una superfice di circa 40.000 ettari e si estende nella zona centro occidentale della Sicilia.

 
 
Il Parco Naturale dei Monti Sicani, istituito dalla Regione Sicilia nel 2010, copre una superfice di circa 40.000 ettari e si estende nella zona centro occidentale della Sicilia.
Come superficie il parco dei Monti Sicani si colloca al 3° posto fra i parchi siciliani, dopo il parco dei Nebrodi e il parco dell’Etna e prima del parco delle Madonie. I comuni interessati sono 12; Bivona, Burgio, Cammarata, Castronovo di Sicilia, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Giuliana Palazzo Adriano, Prizzi, S.Giovanni Gemini, S.Stefano Quisquinia, Sambuca di Sicilia, di cui 6 ricadono nella provincia di Palermo e 6 nella provincia di Agrigento.
L’istituzione del Parco, trova giustificazione nella presenza di straordinarie emergenze vegetazionali, floristiche, faunistiche e geologiche che interessano una vasta area collinare e montuosa della Sicilia centro-occidentale. Tale importanza naturalistica è testimoniata dalla presenza nel territorio interessato di 4 grandi Riserve Naturali istituite, 15 Siti di Importanza Comunitaria più una vasta Zona di Protezione Speciale.

Con l’istituzione del parco dei Monti Sicani vengono messe in connessione le 4 grandi Riserve Naturali Orientate di “Monte Cammarata”; “Monti di Palazzo Adriano e valle del Sosio”; “Monte Carcaci”; “Monte Genuardo e S. Maria del Bosco”; le quali, con l’inclusione delle aree di collegamento, portano la superficie interessata a superare i 40.000 ettari.
Il parco non è da considerarsi solo l’aggregazione di ambiti già protetti ma, tramite l’Ente parco, lo strumento operativo per estendere e rendere più efficaci le azioni di conservazione della natura del comprensorio e di incremento della biodiversità, nel rispetto di obblighi internazionali assunti a livello comunitario, e, in una logica di sistema di Rete Ecologica Siciliana, garantire gli elementi di continuità e collegamento tra ambiti caratterizzati da elevata naturalità.
Strettamente connesso agli ambienti naturali e seminaturali, il parco dei Monti Sicani si caratterizza, per la presenza di sistemi agro-silvo-pastorali che permettono l’esistenza di parecchie aziende agricole e zootecniche che danno origine a prodotti tipici e di qualità.

FLORA
All'elevatissima geodiversità dei Monti Sicani consegue, dunque, una considerevole varietà di associazioni vegetali e una forte diversificazione paesaggistica: fatta eccezione per quelle altomontane e costiere, qui sono presenti, infatti, quasi tutti gli habitat naturali che, in generale, caratterizzano l'Isola intera.

Il non comune complesso di entità della flora, la ricchezza e complessità di associazioni vegetali, la vastità complessiva delle foreste (circa 20.000 ha) fanno del territorio del Parco dei Monti Sicani una straordinaria riserva di biodiversità, essendovi presenti non solo gli habitat tipici delle aree dal clima Mediterraneo-temperato, ma, anche, un vasto contingente di specie vegetali più spiccatamente montane, tipiche di ambiti più umidi e freschi. Ciò, in considerazione del fatto che nell'area protetta ricadono, come già detto precedentemente, numerosi rilievi che superano abbondantemente i mille metri di altezza. Di seguito, i nomi scientifici sono riportati generalmente solo la prima volta che sono citate le specie o quando utile nel corso della trattazione.

Per quanto riguarda la flora censita, tra specie arboree, arbustive, erbacee, idrofite, prevalenti sono quelle mediterranee (76%); rilevante è l'incidenza delle specie europee (3%) e del gruppo delle euro-asiatiche, euro-caucasiche e eurosiberiane (4%), con alcune a distribuzione settentrionale poste qui al limite meridionale del rispettivo areale.

Molti gli endemismi, pari al 7%, buona parte dei quali circoscritti ai soli Monti Sicani. Parecchie, ancora, le entità tipiche della flora mediterranea, qui presenti in delimitate stazioni montane, e le specie rare o di rilevante interesse fitogeografico, come le endemiche incluse fra le emergenze floristiche, talune delle quali conservano le uniche stazioni note in Sicilia proprio in questo territorio.

Diversamente localizzate, se ne ricordano: Thymus spinulosus, Iris pseudopumila, Pimpinella nnisoides, Thalictrum calubricum, Bíscutella maritima. Beilevalia dubiti, Echinops sicuius, Anthemis cupaniana, Poi ygala preslii, Leontodon hispidus subsp. sicuius, Orchis commutata, Ophrys oxyrrhynchos, Ophrys iacaitae Gagea chrysantha, Anthyiiis vulnerarla subsp. busambarensis, Brassica rupestris, ecc.

Alle quote più basse sono le aree calanchive, i cespuglieti, le garighe, le macchie, i pascoli, i prati, le steppe, rispettivamente fisionomizzate, tra le altre specie, dallo Sparto (Lygeum spartum), dalla Lavatera agrigentina (Lavatera agrigentina), dall'Astro di Sorrentino (Aster sorrentinii), dal Barboncino mediterraneo (Hyparrhenia hirta), dal Rovo (Rubus uimfolius), dalla Rosa sempreverde (Rosa sempervirens), dalla Clematide (Clematis vitalba), dall'Asparago (Asparagus acutifoiius), dalla Lonicera (Lonicera implexa e etrusca), dal Prugnolo selvatico (Prunus spinosa), dal Pero selvatico (Pyrus amygdaiformis e pyraster), dallo Sparzio villoso (Caiicotome infesta), dal Biancospino (Crataegus monogyna, laciniata e oxyacantha), dalla Rosa selvatica (Rosa canina), dall'Olivo selvatico (Olea europea var. syivestris), dal Lentisco (Pistacia ientiscus), dall'Euforbia (Euphorbia dendroides), dalla Palma nana (Chamaerovs humilis), dal Leccio (Quercus ilex), dall'Erica (Erica arborea, mult(flora), dal Cisto rosso (Cistus creticus), dal Salvione (Phiomis fruticosa), dalla Ginestra comune (Spartiurn junceum), dall'Ampelodesma (Ampelodesmos mauritanicus), ecc. E in questi ambienti, ancora, che si rinvengono prevalentemente le più belle erbacee da fiore, come il Giaggiolo siciliano (Iris pseudopumiia) e numerose Orchidacee spontanee del genere Ophrys e Orchis, come le Orchidee di Robert e di Branciforti (Orchis brancifortii), raro esempio di endemismo siculo-sardo.

Importanti e vaste formazioni forestali naturali sono presenti, poi, a quote più elevate, (Alta Valle del Sosio, Cozzo di Pietra Fucile, Pizzo Gallinaro, Monte Scuro, Pizzo Potorno, Monte Genuardo, Monte Càrcaci, Monte Rose, ecc.) e sono caratterizzate dalla prevalenza di Leccio (Quercus ilex, virgiliana, dalecham pii), in associazione con altre specie, quali Acero campestre (Acer campestre), Orniello (Fraxinus ornus), Carpino nero (Ostrya carpinfolia), Olivastro (Olea europaea var. sylvestris), Corbezzolo (Arbutus unedo, ecc.) e Roverella (Quercus pubescens). In questi habitat si ritrovano anche specie di origine terziaria, tipiche dei boschi, quali l'Alloro (Laurus nobilis), il Viburno (Viburnum tinus), la Dafne (Daphne ]aureola), ecc.

Ragguardevoli, ancora, i popolamenti vegetali che colonizzano i verzeonia mascula, frequente nel sottobosco dei querceti.

Particolarmente espressivi, ancora, gli habitat umidi: ambienti lacustri ambiente di pregio e palustri, fasce di ripisilva, dei greti fluviali e dei torrenti, ove protagoniste sono le specie tipiche delle fiumare.

Significativa, in generale, la diversità fungina che annovera numerose specie, tra le quali il Fungo della ferula (Pleurotus eryngii var. ferulae), il Fungo chiodino (Armillariella inellea), la "Funcia di Rusedda" (Leccinuni corsicuin), ecc.

A partire dalla metà del XIX secolo, è stata intrapresa in Sicilia una massiccia opera di rimboschimento con finalità di difesa dall'erosione. Frequenti, quindi, nell'area del Parco, i boschi di specie alloctone prevalentemente a Conifere (Pino d'Aleppo e domestico; Cipresso comune, dell'Arizona e macrocarpa dell'Himalaya; Robinia; Eucalipto; Acero americano), alle quote più basse, e a Pino nero e Cedro dell'Atlante, a quelle più alte.

Infine, ad arricchire viepiù il paesaggio vegetale dell'area protetta, sono le numerose e varie coltivazioni di origine antropica, capaci, ari-ch'esse, di improntare fortemente il paesaggio: colture cerealicole estensive, orti, frutteti, oliveti, agrumeti, vigneti, ecc.

LA FAUNA
Presenti quasi tutti i Mammiferi siciliani autoctoni (Gatto selvatico,Volpe, Donnola, Martora, Riccio, Istrice, Lepre, alcune specie di Pipie il Colubro liscio, strelli, ecc.), diversi Anfibi (Rospo, Discoglosso dipinto, Raganella un innocuo serpente.), molti Rettili, almeno tredici delle ventidue specie autoctone siciliane (Luscengola, Biacco, Colubro liscio, Saettone occhirossi, Natrice dal collare, Testuggine di Hermann, Testuggine nalustre. ecú e oiù di duecento specie di Insetti. Ma, come detto sono gli Uccelli, soprattutto i Rapaci, che rivestono la maggiore importanza faunistica per la presenza di circa cento specie nidificanti autoctone, un numero appena inferiore al totale di quelle presenti in Sicilia.

Tra le più rilevanti e rare, sono il Capovaccaio (Neophron percnopterus), esclusivo dell'area; l'Aquila reale (Aquila chrysaetos), con circa tre coppie nidificanti; l'Aquila del Bonelli (Hieraaetus fasciatus), con più di cinque coppie; il Falco lodaiolo (Falco columbarius); il Grillaio (Falco naumanni), in forte diminuzione; il Lanario (Falco biarmicus), sui Sicani presente con un contingente pari al 50% di quello dell'Isola; il Falco pellegrino (Falco peregrinus), con una importante popolazione; i rari Nibbio reale (Milvus milvus) e bruno (Milvus migrans), il quale ultimo annovera l'unico caso di popolazione stanziale in Italia; tra i predatori notturni sono il Barbagianni, la Civetta, l'Assiolo e l'Allocco.

Un gran numero di altri Uccelli di taglia più piccola frequentano, poi, habitat diversi, quali torrenti, gole, strapiombi, macchie, prati, boschi, ecc. Tra questi sono il Merlo acquaiolo, l'Usignolo di fiume, il Corvo imperiale, la Rondine montana, il Gruccione, il Cuculo, il Codirosso, il Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major), l'ultimo di questa speciepresente ancora in Sicilia, il Codirossone, il Codibugnolo, la Cinciarella, il Fanello, la Capinera, ecc.).

L'area del Parco annovera, ancora, negli ambienti umidi e, soprattutto, presso gli invasi artificiali, un buon numero di Anatidi svernati (Germano reale, Moriglione, Spatola, ecc.) e Rapaci (Falco di palude e pescatore, ecc.).

Gran parte delle specie sopra citate è tra quelle inserite dalla CEE nell'elenco di Uccelli di interesse comunitario, la cui salvaguardia richiede misure urgenti di conservazione. Va ancora ribadito, come già accennato precedentemente, che la regione sicana, giacché «area molto importante per la nidificazione dei Rapaci diurni e tra le più importanti in Italia per densità e numero di specie» è stata inserita nel programma di conservazione IBA (Imvortant Bird Areas).