FILAGA-LERCARA FRIDDI

Provincia: PA

Distanza: 17.57 km

Tipo: sentiero

Fondo: misto

Km: 15

Durata 70minuti

Da Filaga, piccolo borgo nei pressi di Prizzi, si raggiunge l’abitato di Lercara Friddi percorrendo uno dei tanti tratti di ferrovia abbandonata presenti in Sicilia, evitando così per un lungo tratto la più comoda ma meno suggestiva strada statale 188 che la costeggia. 

Il fondo del tracciato in alcuni punti può essere fangoso o invaso dalla vegetazione ma sempre percorribile. 

Luoghi attraversati

1Dal centro abitato portatevi subito sul vecchio tracciato ferroviario (830 m slm)

2Girare a destra sulla statale percorrendola per ca. 300 m (883 m slm)

3Lasciate la statale per riprendere il tracciato ferroviario (879 m slm)

4Lercara Friddi (653 m slm)

https://www.piste-ciclabili.com/itinerari/1918-filaga-lercara-friddi

 

Nelle vicinanze: EREMO DI SANTA ROSALIA QUISQUINA

A poca distanza dall’abitato di Santo Stefano Quisquina, in un incantevole scenario naturale a 1000 mt. di altitudine, sorge il Santuario di Santa Rosalia alla Quisquina costruito nel 1690 nel luogo dell’antico eremo di Santa Rosalia. L’eremo abitato sino al 1985 da una congregazione di eremiti, oggi è adibito a museo oltre che a sito espositivo e luogo di preghiera. L’ala della legnaia ospita  una mostra permanente dei reperti del Museo Etno-Antropologico comunale.

Particolarmente suggestiva è la visita della grotta in cui la tradizione vuole sia vissuta Santa Rosalia prima di trasferirsi sul Monte Pellegrino a Palermo - città di cui sarebbe divenuta poi patrona - per sfuggire al matrimonio impostole dal padre.

Un angusto e basso budello scavato nella roccia rende possibile l’accesso alla grotta dove all’interno è stata collocata una statuetta della santa, databile alla metà del ‘700, perennemente illuminata dai ceri portati dai fedeli. Dall’interno del santuario, attraverso una botola posta al centro della chiesa, è possibile accedere ad una cripta sottostante dove venivano sepolti i cadaveri degli eremiti dopo essere stati disseccati secondo un procedimento usato dai Monaci Cappuccini di Palermo. Nei loculi della cripta sono ancora oggi visibili i resti di alcuni eremiti vissuti nel santuario il secolo scorso.

La visita alla grotta è molto suggestiva, entrando in uno squarcio della roccia, il cammino all'interno è difficile, bisogna mettersi in carponi per attraversare due stanze per poi rimettersi all'impiedi e ammirare in tutto il suo splendore il luogo dove la Santa per parecchio tempo ha dimorato.