Riserva naturale orientata Pantalica, Valle dell'Anapo e Torrente Cava Grande

Provincia di Siracusa

La riserva comprende più sistemi; la Valle del Fiume Anapo, che nasce sul Monte Lauro, nei Monti Iblei, e sfocia nel porto di Siracusa, la Valle di Pantalica e il torrente di Cava Grande. 

All'interno della riserva sono presenti anche due grotte carsiche, la grotta dei pipistrelli e la grotta Trovato. 

Nei pressi di Ferla è presente il Bosco di Giarranauti.

Il nome Pantalica deriva dall’arabo buntarigah che significa grotte, per la presenza di innumerevoli grotte naturali e artificiali. Nel 2005 il sito è stato dichiarato dall' UNESCO Patrimonio dell’Umanità. 

Ancora prima della colonizzazione greca, la Sicilia sud-orientale era abitata, ora sulle piane costiere ora sulle impervie montagne, da diverse popolazioni, come testimoniano gli imponenti resti archeologici  e la vasta necropoli di grotte artificiali di Pantalica, ma le prime tracce umane potrebbero risalire a diverse migliaia di anni prima con alcuni insediamenti di Homo Sapiens..

La riserva di Pantalica offre ambienti ecologici diversificati che consentono l'espressione di una biodiversità significativa. 

Oltre al biotopo acquatico, possiamo distinguere l'ambiente ripariale, quello delle pareti, della valle, dei pianori e delle grotte. 

Nelle acque cristalline del fiume, grazie alla natura torrentizia, trovano un'abitazione ideale la trota siciliana e la trota fario. Sul fondale si aggira la tinca. È possibile trovare anche le anguille e i granchi di fiume. Tra gli anfibi, oltre alla comune rana verde, troviamo anche il Discoglosso dipinto, dalla caratteristica lingua a forma di disco adesivo. Soprattutto la presenza delle trote ci indica l'elevata qualità delle acque. Il fiume lungo il suo corso vede svilupparsi una magnifica vegetazione a platano orientale che, in queste contrade siciliane, marca il confine occidentale del suo areale di distribuzione che si estende sul Mediterraneo orientale e sull'Asia occidentale. 

Legati al fiume, è possibile scorgere il martin pescatore dalla vivace livrea e il merlo acquaiolo, l'elusiva gallinella d'acqua o, nelle zone in cui il fiume rallentando forma delle anse fangose, il piro piro piccolo, trampoliere dalle dimensioni ridotte. 

Sulle rocce, a ridosso del fiume, spiccano le vivaci fioriture dell'oleandro perfettamente insediato in quest'ambiente ideale. Il bosco ripariale è costituito da molte specie vegetali: tra gli alberi dominano i salici (bianco e pedicellato), il pioppo nero, l'orniello, il carpino e la roverella, mentre il sottobosco diventa intricato a causa dei rovi e delle piante lianose come la vitalba. Arbusti del sottobosco sono anche il biancospino, il lentisco, l'euforbia cespugliosa e il pungitopo.  Nella copertura erbacea spiccano l'equiseto massimo, la margheritina di campo, i ciclamini (a foglia d'edera e primaverile), il ranuncolo dalla gialla corolla smaltata, i bianchi e delicati fiorellini dell’aglio selvatico. 

Spostandosi verso le pareti della valle, troviamo chiazze di macchia mediterranea costituita da sempreverdi come leccio, terebinto, fillirea ed alaterno. Qui si aggirano i carnivori tipici dei boschi siciliani: gatti selvatici e volpi, martore e donnole voracissime. Le loro prede sono conigli selvatici, lepri, topi quercini e ghiri. Nelle zone più scoscese le coturnici di Sicilia saettano velocissime o s'involano in verticale, per poi approdare rapidamente più lontano. 

In questa riserva vive la bellissima upupa, uccello migratore insettivoro dalla magnifica livrea e dotato di una cresta sul capo. Ma non solo: anche il codibugnolo di Sicilia, lo scricciolo e la ballerina bianca. 

Sui pianori s'insediano bassi cespugli di spinaporci e di aromatico timo, che conferiscono a queste aree l'aspetto a gariga: sui cieli soprastanti la valle è possibile avvistare la rara aquila di Bonelli, il falco pellegrino ed il lanario. Molti i rettili tra cui diverse specie di serpenti: la vipera, i colubri, il bellissimo leopardino dalla livrea smagliante, il  liscio e quello di Esculapio, il nero biacco e il rarissimo colubro di Riccioli, detto in siciliano scussuni ri zazzamiti. Scussuni vuol dire "serpente", mentre le zazzamite non sono altro che i gechi, piccoli rettili notturni di colore chiaro che prediligono cacciare insetti sui muri. Qui è possibile trovare anche la testuggine terrestre. 

Nella riserva fioriscono inoltre cinquantanove specie di orchidee, diverse iris e fabacee ed anche specie rare o endemiche come l'Ophris biancae (un'orchidea), l'Urtica rupestris, l'Helicrysum scadens Guss ed il Trachelium lanceolatum. 

Tre specie vegetali rivestono un particolare interesse botanico: la salvia triloba, la Phlomis fruticosa e la ferula comune. Ultimo, ma non meno interessante, l'ambiente delle grotte carsiche: la Grotta dei Pipistrelli e la Grotta Trovato che ospitano varie specie di pipistrelli, rapaci notturni, passeri solitari ed istrici.