Riserva naturale orientata di Capo Gallo

COMUNE: PALERMO
ESTENSIONE: AREA RISERVA Ha 585,83

AREA RISERVA ZONA A – Ha 484,37
AREA PRERISERVA ZONA B – Ha 101,46
RIFERIMENTI GEOGRAFICI: Tav. I.G.M.I. n. 249 III N.O.
ISTITUZIONE: D.A. n. 438 del 21.06.01

Nel 2001 è stata istituita come Riserva per la tutela delle formazioni geomorfologiche, per la salvaguardia delle specie floro-faunistiche endemiche e rare e per proteggere il “marciapiede a Vermeti” presente lungo la costa. La gestione è affidata al Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale (ex Aziende Foreste e Demaniali).

L’area su cui ricade la Riserva di Capo Gallo risulta essere stata abitata già dal Paleolitico, come testimoniano i reperti rinvenuti in alcune grotte presenti sul monte. La più rilevante dal punto di vista archeologico è la Grotta Regina, all’interno della quale sono presenti iscrizioni e disegni databili fra il VII sec. a.C. e II sec. d.C.. I disegni rappresentano figure umane e animali fra le quali si distinguono un guerriero punico, un orso e un cavallo. Nei fondali troviamo invece un relitto di una nave cartaginese con un carico di anfore. All’interno della riserva sono stati trovati resti fossili di cervo e dell’elefante nano, vissuto nell’Era Quaternaria; si tratta di un elefante di piccola taglia, diffuso sia in Sicilia che a Malta.

Alcune delle grotte presenti sulla riserva di Capo Gallo sono: Grotta del Faro, Grotta del Buzzilino, Grotta Regina, Grotta dei Vaccari,  Grotta dei Caprai, Grotta Perciata, Grotta delle Vitelle, Grotta Bianca, Grotta dell’Acqua, Grotta Colonna, Grotticina di Cozzo Portello, Grotta Impisu, Grotta dell’Olio e alcune fessure, come la Grotta del Mal Passo e il Pozzetto di Pizzo Sella, sono interessanti dal punto di vista speleologico.

L’isolamento geografico dovuto anche alla morfologia estrema di alcuni versanti, la vicinanza o l’intimo contatto con il mare, i substrati calcarei tipici della piattaforma panormide e altre peculiarità, hanno consentito la selezione di micro-climi altamente specializzati ospitanti specie di grandissimo interesse fitogeografico o elevato valore faunistico che rendono la Riserva stessa meta d’interesse scientifico da parte di studiosi di tutto il mondo.

Il brullo versante meridionale è caratterizzato maggiormente da impianti forestali artificiali e da specie vegetali alloctone talora spontaneizzate e invasive, il versante settentrionale presenta tutta una serie di ampie pareti rocciose che favoriscono l’insediamento di una componente floristica ricca sia di elementi ad ampia distribuzione sia numerose e rare entità endemiche di particolare interesse fitogeografico. 

Fra le entità endemiche rare alcune sono esclusive della Riserva, altre sono tipiche di habitat rupestri submontani della Sicilia, altre ancora sono presenti nel meridione d’Italia ed in Sardegna. 

I versanti esposti a sud-est sono alquanto denudati e monotoni mentre quelli a settentrione si presentano piuttosto variegati e ricchi di specie vegetali anche se tuttavia le comunità steppiche, che ricoprono anche i terrazzamenti con muri a secco dove venivano praticate le attività agro-silvo-pastorali, sono le più rappresentate. Esistono infine tracce relittuali di quelle che erano le specie d’interesse agrario coltivate tra le quali: Ceratonia siliqua L. (Carrubo), Olea europaea L. var. europaea (Olivo), Rhus coriaria L. (Sommacco siciliano), etc.

FAUNA
La Riserva Naturale Orientata di Capo Gallo ospita diverse specie di mammiferi, rettili, anfibi e numerose specie di uccelli.  E’ un’area di grande importanza per gli uccelli migratori sia come rotta che come luogo di sosta temporanea. Sono avvistabili numerose specie come: la cicogna bianca (Ciconia ciconia), il gruccione (Merops apiaster), il cuculo (Cuculus canorus); infine è presente una numerosa colonia di gabbiani reali (Larus michahellis). Altre specie di uccelli sono: il passero solitario (Monticola solitarius), la cinciallegra (Parus major), il merlo (Turdus merula) e, tra gli svernanti, il luì piccolo (Phylloscopus collybita) e il  pettirosso (Erithacus rubecula). Inoltre tra la macchia mediterranea è possibile scorgere l’occhiocotto (Sylvia melanocephata), una specie stanziale presente tutto l’anno e la sterpazzolina (Sylvia cantillans), specie migratrice che viene qui a nidificare in estate e riparte in autunno, dopo la nidificazione. I rapaci invece prediligono le falesie rocciose: il falco pellegrino (Falco peregrinus), la poiana (Buteo buteo), il gheppio (Falco tinnunculus) tra gli stanziali diurni ed il falco pecchiaiolo (Pernis apivorus) tra le specie migratorie. Le pareti verticali sono colonizzate anche da rapaci notturni come il barbagianni (Tyto alba), esperto nella cattura di piccoli mammiferi,  e l’allocco (Strix aluco), che predilige le zone vegetate. Tra i rapaci va ricordato il grifone (Gyps fulvus), un avvoltoio con un’apertura alare di quasi tre metri, che un tempo nidificava sulle pareti di Pizzo Vuturo mentre oggi si riesce ad avvistare in Riserva solo in transito.

All’interno della riserva sono presenti alcuni mammiferi come: il toporagno siciliano (Crocidura sicula)  endemismo dell’isola, il topo domestico (Mus domesticus), il topolino selvatico (Apodemus sylvaticus),  il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus) e la volpe (Vulpes vulpes), il più grosso mammifero predatore superstite in Sicilia.

A Capo Gallo è possibile avvistare in un’antica Calcara ovvero una vasca detta Urico, il rospo smeraldino siciliano (Bufo siculus), specie endemica e rappresentativa degli anfibi all’interno della Riserva.

Tra i rettili presenti troviamo un endemismo rappresentato dalla Lucertola siciliana (Podarcis waglerianus), differente dalla Lucertola campestre per la colorazione meno maculata. Inoltre vanno menzionati: il ramarro (Lacerta bilineata, dal colore verde brillante),  il gongilo ocellato (Chalcides ocellatus), chiamato “tiro”, ed il biacco (Hieraphis Carbonarius).

Nella zona di costa, sulla superficie d’acqua, affiora il “marciapede a Vermeti” (trottoir a Vermetus), formazione endemica del Mediterraneo. E’ una biocostruzione di gusci di calcare di molluschi gasteropodi afferenti alla famiglia dei Vermetidi, formando una sorta di marciapiede vivente.

Le informazioni contenute nel testo sono tratte da:
http://www.riservacapogallo.it